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Jewish
Marais |

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By Toni L.
Kamins ©
Toni L. Kamins is a freelance journalist, and former editor. She
is also the author of the Complete Jewish Guide to France and the Complete Jewish
Guide to Britain and Ireland (St. Martin's Press). You can learn more about
her and her books here: www.tonikamins.com |
A Parigi c’è sempre stata una consistente popolazione Ebraica, fin da quando la regione fu conquistata dai Romani nel primo secolo A.C. Le prime piccole comunita’ Ebraiche si stabilirono in quello che ora è il quinto arrondissement, nell’area che si trova a sud della Senna, nelle vicinanze della splendida chiesa di St. Julien le Pauvre. Ci sono fondati motivi per ritenere che gia’ all’epoca esistesse in loco una sinagoga.
Agli inizi del primo millennio, un’altra comunita’ si stanziò lungo la rue de la Harpe, tra la rue de la Huchette e la rue Saint Severin, e in seguito lungo una strada chiamata “rue de la Vielle Juiverie” (via dell’antica Giuderia), che si trova a meta’ strada, tra l’attuale rue Saint Severin e la rue Monsieur le Prince. All’angolo con il Blvd St. Michel e la rue Monsieur le Prince, si trovava un cimitero Ebraico e una sinagoga. Un altro cimitero Ebraico si trovava lungo la minuscola rue Pierre-Sarazin, appena all’esterno del Blvd. St. Michel.
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Nel 12 secolo, Benjamin di Tudela, famoso viaggiatore Spagnolo dell’epoca, definì la capitale Francese “Ha-ir Hagedolah” (In Giudaico “La grande citta’”). All’epoca la comunita’ Ebraica si era trasferita sull’isola della citè, in un’area chiamata “Via dei Giudei”, e il posto occupato ora dal mercato dei fiori, ospitava allora la sinagoga.
Una comunita’ consistente si trovava, inoltre, nell’area delineata oggi dalla rue de Moussy, la rue du Renard, la rue Saint Merry e la rue de la Tacherie. In quei giorni, i ponti di Parigi erano simili a delle strade ed erano ricoperti di immobili. Agli inizi del tredicesimo secolo la comunita’ Ebraica si era trasferita nel Marais(3 e 4 arrondissement) dove si trovavano al momento dell’espulsione dalla Francia, avvenuta nel 1306.
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Durante il periodo delle espulsioni, il Rabbinato di Parigi era tra i più considerati nel mondo Ebraico. La citta’ ospitava numerose scuole ed accademie conosciute in tutto il mondo, come ad esempio la Rabbi Shlomo ben Meir, la Rabbi Jacob ben Meir Tam e la Mattathias Gaon.
Quando gli Ebrei cominciarono a tornare a Parigi, seguendo i movimenti di emancipazione degli inizi del diciottesimo secolo, si stabilirono ancora una volta nel quartiere del Marais.
Parigi è stata, nel corso della sua storia, un’oasi di gioia per la prosperita’ e il benessere degli Ebrei, ma allo stesso tempo anche una valle di lacrime. Per secoli infatti, gli Ebrei sono stati semplicemente tollerati e continuamente sottoposti ad espulsioni, ed è solo con la rivoluzione Francese e con l’avvento di Napoleone Bonaparte che fu loro attribuito un certo grado di liberta’ civile e religiosa.
Oggi si trovano comunita’ Ebraiche un po’ ovunque, ma i principali centri si trovano nel 4, 9, 11, 13, 19 e 20 arrondissement. Camminando lungo le strade di Parigi, è possibile scoprire straordinarie vestigia di storia Giudaica un po’ dappertutto.
Giro a piedi nel ghetto del Marais : Inizio dalla stazione della metropolitana della Citè
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Il più famoso quartiere Ebraico della citta’ si trova nel Marais e si chiama Pletzl – termine Yiddish che designa un piccolo luogo. Anche se oggi, numerosi processi di rinnovamento urbano hanno reso il Marais uno dei quartieri più alla moda e ricercati di Parigi, è ancora possibile ravvisare una fortissima e consolidata componente Ebraica.
Lungo la splendida rue des Rosiers, tra la rue Malher e la rue des Hospitalières-St.-Gervais, così come in tutte le stradine adiacenti, si trovano numerosi ristoranti di antica tradizione Ebraica, panetterie, librerie, macellerie, sinagoghe e “shtiebels” (piccole stanze dove ci si raccoglie in preghiera).
Il piazzale che si trova di fronte la basilica di Notre Dame de Paris, chiamato “Parvis”, è il luogo a partire dal quale si misurano tutte le distanze della Francia.
Notre Dame de Paris
Notre Dame de Paris è uno dei luoghi di attrazione più visitati della capitale Francese e, certamente, uno tra i più belli. La sua imponente facciata in pietra grezza e il suo aspetto turrito e hanno ispirato generazioni di artisti, fotografi e pittori di tutto il mondo. Potra’ stupirvi sapere che questo tempio della chiesa cattolica Romana in Francia, contiene anche elementi di interesse per la cultura Ebraica.
Di fronte la cattedrale si possono vedere due figure femminili, su entrambi i lati del portale d’ingresso: Sono conosciute come “Ecclesia”(sulla sinistra) e “Synagoga” (sulla destra). Ecclesia, una bella donna incoronata, rappresenta la chiesa cattolica Romana, mentre Synagoga, una donna con la tavola spezzata dei dieci comandamenti ai suoi piedi e un serpente tra gli occhi, rappresenta invece la religione Ebraica. Si tratta di elementi figurativi comuni e tipici nella tradizione architettonica chiesastica Europea, e riflettono il secolare conflitto esistente tra le due religioni.
Memoriale ai Deportati
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Dietro la basilica di Notre Dame, attraversata la rue de l’ Archeveché, si trova il piazzale dell'Ile de France. Un piccolo cancello sulla destra, immette al memoriale per i deportati ignoti della seconda guerra mondiale. All’interno si trovano i nomi dei campi di concentramento Tedesco dove oltre 300 mila uomini, donne e bambini, tra Cristiani ed Ebrei, sono stati assassinati. Lasciando il luogo, una scritta in francese sulla porta ammonisce a “Perdonare, ma non dimenticare!”
Attraversando il Pont St. Louis (un ponte pedonale), ci si trova sull’Ile Saint Louis, uno tra i posti più incantevoli di Parigi. L’isola rappresenta il punto ideale per iniziare una splendida passeggiata all’insegna della più tipica delle atmosfere della Ville Lumiere!
Lasciata l’ile st Louis, e raggiunto l’altro lato del fiume e proseguendo lungo la rue du Pont Louis Phillipe, si arriva sulla rue Geoffrey l’Asnier, dove al civico 17 si trova il Memoriale del martire Ebreo ignoto(Tel: 01-42-77-44-72). Si tratta di uno dei luoghi Ebraici con la più alta valenza simbolica della capitale Francese: Il luogo rappresenta un posto di raccoglimento in onore dellle sei milioni di vittime del Nazismo, e attraverso gli anni, ha raccolto testimonianze fotografiche e reperti storici per documentare le atrocita’ e le barbarie dei campi di concentramnento Tedeschi. L’edificio ospita, inoltre, un archivio con un importante valore documentale ed una biblioteca( al momento di andare on line, il memoriale è chiuso per lavori di ristrutturazione).
Uscendo dal memoriale, girando a sinistra e poi di nuovo a destra sulla rue Francois Miron, attravesrando la rue de Rivoli e girando a destra sulla rue Pavee si accede nel Marais.
Il Pletzl
In questo quartiere troverete numerosi negozi e ristoranti di tradizione Giudaica. Gli Ebrei si sono installati qui agli inizi del tredicesimo secolo; conosciuto come la “Giuderia” nel medioevo, il quartiere era un’area vivace e commerciale, piena di sinagoghe, cimiteri e laboratori di produzione alimentare. Di quell’epoca rimangono, come testimonianza, i nomi di alcune strade, ricchi di storia oltre che di fascino.
Fino alla fine del diciassettesimo secolo, l’area era piena di splendidi edifici nobiliari, ed era considerata il centro residenziale per eccellenza del ceto alto Francese; ma nel 1860, la corte si spostò dal Louvre alla citta’ di Versailles, e i ricchi e potenti traslocarono anch’essi, per stare più vicini al centro del potere. Come spesso accade per tante aree di molte metropoli, l’esodo delle classi agiate si accompagnò ad un inevitabile declino del quartiere, non più ambita e prestigiosa area in cui abitare.
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Con la rivoluzine industriale del diciannovesimo secolo, le magioni del Marais vennero convertite in piccoli appartamenti o in laboratori manifatturieri ed in atelier. Non ci volle molto per accentuare il declino ulteriore delle gia’ precarie condizioni di vita degli abitanti del quartiere. Il Marais alla moda e sofisticato di un tempo, era diventato un fetido sobborgo, malsano e privo di luce. La maggior parte degli abitanti erano Ebrei, i discendenti di quelli che erano stati cacciati dalla Francia nel dodicesimo secolo da Phillipe-Auguste.
Ma ora guardatevi intorno: la storia architettonica di una citta’ è fatta di corsi e ricorsi. Il Marais è oggi, di nuovo, uno dei quartieri in assoluto più eleganti e alla moda in cui vivere a Parigi, e il valore del mercato immobiliare è alle stelle, anche a causa del fatto che numerosi artisti, celebrita’ della moda e dello spettacolo internazionali, hanno eletto l’area come loro domicilio Parigino.
Il nuovo sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe (eletto nel 2001) sta provando a migliorare ancora di più la vivibilita’ del quartiere, anche attraverso una serie di politiche cittadine volte a diminuire il grave problema del traffico e a rendere pedonali alcune aree di notevole interesse storico-artistico. Chiaramente il dibattito sulle misure da prendere è in corso, ed è oggetto di appoggi entusiasti così come di infuocate polemiche.
Mentre camminate, prendete il tempo di gettare un’occhiata allle numerose placche commemorative in onore dei deportati che non fecero ritorno dai loro cari.
Girate a sinistra sulla rue Pavée. Al numero 10 si trova la sinagoga ortodossa di Agudath Hakehilot, progettata da Hector Guimard, l’architetto e decoratore della scuola Art Nouveau e passato alla storia, per le pittoresche entrate delle stazioni della metropolitana di Parigi. La moglie di Guimard era Ebrea e, con l’avvento del Nazismo, la coppia si trasferì negli Stati Uniti. La sinagoga, costruita nel 1914, fu bombardata proprio il giorno dello yom kippur dai Nazisti e, in seguito, ristrutturata per diventare oggi una sorta di monumento alla memoria, oltre che un punto di ritrovo essenziale per la comunita’ Ebraica del Marais.
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Continuando lungo la rue Pavée, girate a sinistra sulla splendida rue des Rosiers. Lungo la strada, oggi lastricata e resa pedonale, troverete alcuni tra i più caratteristici negozi Ebraici e monumenti alla tradizione gastronomica kosher Ebraica, oltre che piccole sinagoghe, librerie specializzate e luoghi di raccolta e di preghiera. Ci sono anche numerose boutiques alla moda, segno tangibile del processo di rinnovamento urbano che sta attraversando questo quartiere.
Sulla vostra sinistra, appena lasciata la rue des Rosiers, si trova la rue Ferdinand Duval, fino all 1900 conosciuta sotto il nome di rue des Juifs. Il retro del cortile del civico 20(il portone potrebbe essere chiuso) ospita un meraviglioso hotel particulier del sedicesimo secolo, conosciuto come l’hotel des Juifs. Al momento, l’edificio è posseduto da un’artista e costituisce una testimonianza importante dell’architettura Parigina del sedicesimo secolo.
Tornate indietro sulla rue des Rosiers, girate a sinistra e continuate lungo la rue des Ecouffes (strada dei cervi volanti-uccello predatore e arcaico termine derisorio per contrassegnare il monte di Pieta’), e troverete numerose sinagoghe ortodosse.
Tornate ancora una volta sulla rue des Rosiers, girate a sinistra, arrivate fino alla rue des Hospitalières-St.-Gervais, e a questo punto girate a destra. Al civico 6 si trova una scuola per ragazzi Ebraici. La placca sul muro ricorda gli studenti e gli insegnanti che furono deportati nel campo di concentrameno di Drancy, nei pressi di Parigi, e in seguito trasferiti ad Auschwitz, da dove non fecero mai ritorno. Nonostante gli sforzi del preside per salvare quanti più ragazzi possibile, i nazisti riuscirono comunque a deportarne circa 150.
La tappa finale della nostra passeggiata è costituita dal Museo di arte e storia Ebraica. (71, rue de Temple), Metro: Hotel de Ville. Musee de l'Art et d'Histoire du Judaism, www.mahj.org). Inaugurato in pompa magna nel dicembre del 1998, il museo è dedicato alla celebrazione della vita Ebraica, attraverso l’esposizione di collezioni permanenti di pittura e di oggetti rituali della tradizione Giudaica.
Dal numero 6, rue des Hospitalières-St.-Gervais, camminate fino alla fine della strada, nel punto in cui la via si congiunge con la splendida rue des Francs Bourgeois e girate a sinisra. Continuate fino a quando la strada cambia di nome, diventando rue Rambuteau, all’angolo con la rue des Archives. Girate a destra sulla rue de Temple. (Attenzione: non fate confusione tra la rue de Temple e la rue Vielle du Temple, che si trova nelle immediate vicinanze). Il Museo di arte e storia Ebraica si trova sul lato sinistro della strada, ed è ospitato all’interno del magnifico Hotel Saint Aignan.
Bookstores
Bazar Suzanne, 14, rue Ferdinand
Duval, Tel. 01 48 87 34 84 or 06 60 58 34 84
Bibliophane, 26, rue des Rosiers,
Tel. 01 48 87 82 20
Chir Hadach, 1, rue des Hospitalières
Saint Gervais, Tel. 01 42 72 38 00
Diasporama, 20 rue des Rosiers,
Tel. 01 42 78 30 50
Kosher Restaurants
Musee de l'Art et d'Histoire du Judaïsme,
café on ground floor ( lunchtime and afternoons only )
Les Tables de la Loi - 15, rue Saint Gilles, Tél. 01 48 04 38 02.
Essen Bench - 8, rue Pavee, Tel:
01 42 71 50 00
La Piccola Strada - 5, rue des Ecouffes,
Tel: 01-44-54-94-60
Contini - 42, rue des Rosiers, Tel:
01 48 04 78 32
L’As du Falafel - The most
famous falafel to take away, rue des Rosiers
Is France Anti-Jewish?
By Toni Kamins. © August 2004
Is France anti-jewish ? The answer is not simple. Yes France has had
a terrible history with the Jews living within its borders, with its Jewish
citizens, and with the Jewish people in general.
Jews have lived in France roughly since the fifth century and for most of that
time they were subject to government-sponsored vilification of their faith,
mass expulsions, forced conversion to Roman Catholicism, crippling taxation,
humiliating legal oaths, life in cramped ghettos, economic segregation, proscriptions
from living in France's major cities, blood libel accusations and trials, and
both systematic and random physical violence and murder. The end of the nineteenth
and early twentieth centuries brought us the Dreyfus Affair,
and World War II and the German occupation saw France collaborate
with Nazi Germany in committing heinous crimes against Jewish citizens of France
and Jews from other countries who were living in France.
But that does not automatically mean that the anti-Jewish violence in France of the past few years is a continuation of that shameful
history. One must look at other aspects of French society.
The sad truth is that France has never wanted immigrants
from North Africa and other Muslim countries. Nonetheless today France
is home to over seven million Muslims.
For decades Muslims from France's former colonies in North Africa
have settled in France and for all that time they have been relegated to living
in the suburban communities outside Paris and other large cities. These suburbs,
government housing projects, are not pleasant places to live. Unemployment is
high, education is an afterthought, access to mainstream French society is nearly
impossible, and being arrested for suspicion of this or that is common So it
is no surprise that crime, drugs, and other social problems are rampant.
The violence against Jews and Jewish buildings that has arisen
over the past three years is occurring within this environment and not
because the French have somehow taken to anti-Jewish violence once again.
And while the problem is a serious one and one that should not be taken lightly
or swept under the carpet, the fact is that this violence occurs in
places where tourists and visitors do not go. In other words the streets
of Paris are just as safe as they always were. One should also not assume from
this that every single Muslim in France is committing these terrible
acts. Nothing could be further from the truth. The violence is being
committed by a handful of thugs.
This is not to say that there are no anti-Semites in France.
There are. But there are anti-Semites in every country just as there
are people in every country who hate all kinds of people for one reason
or another.
Paris, Marais district is a vibrant and cosmopolitan
place where Jewish shops and residences exist side by side with art galleries,
boutiques, fine restaurants of all kinds, and tourists and residents
shopping and strolling and enjoying all that Paris has to offer.
A
Mayor of Paris "Dit Non"
By Adrian Leeds
A few weeks ago I spotted a lit poster on boulevard Beaumarchais
that read:
"Paris dit NON à l'antisémitisme, au racisme,
à toutes les discriminations!" signed, Mairie de Paris
Turns out, the posters are all over town and the city means what
they say, down to the grass roots level. Following the celebration of Americanism
sponsored by the Mairie of the 3rd arrondissement this past weekend as "Les
Nuits Americaines," it fascinated me to learn more about who's at the helm
of these bold events and ideas. I see Mayor Pierre Aidenbaum Head of the 3rd arrondissement,
from time to time on rue de Bretagne, dining in Chez Omar, or officiating at
local events. He seemed to be very much at the forefront of this very active
community, especially on these issues - then I discovered that he is Jewish,
born during World War II when his family fled to Au Puy to escape the Vichy
government, and is the head of the International League Against Racism and Anti-semitism,
a devoted socialist and radically left.
I set out to learn more and was graciously invited to meet with
Mayor Aidenbaum and his press secretary, Cyril Egner. With the assistance of
Pascal Fonquernie, long time resident of Le Marais and manager of www.parismarais.com
web site, we visited with them both in the Mayor's grand office on the second
floor of the Mairie de 3ème yesterday afternoon.
We sat around a large round table, spoke in French and posed
many questions. Mayor Aidenbaum spoke openly and freely, particularly animatedly
on the question of anti-semitism and the activities which have blackened France's
name, especially with the American Jewish community, from whom I hear regularly.
He believes the media is guilty of not telling the full story and he confirmed
our own feelings -- the extremist aggressive behavior perpetrated mostly by
youths from the suburbs are an extension of the Israeli-Palestinian conflict.
There is more anti-Israeli policy sentiment than anti-Jewish sentiment. There
haven't been any anti-semitic activities in the 3rd, and he doesn't believe
for a moment that the French are specifically anti-semitic -- not any more than
they are anti-anything, and their dislike of other religious or ethnic groups
forms a hierarchy, one more profound than the other.
Mr Aidenbaum's not worried about the future of the Jewish community
in France, or the tension we're now experiencing between the U.S. and France
-- he has an optimistic outlook that there will be resolution thanks to this
being a very multi-cultural society, evidenced by events organized and supported
by the state such as Les Nuits Americaines, the annual Chinese New Year Parade
and a host of others. The 3rd abounds with cultural centers, too: Swiss, Mexican,
German, Swedish and many others -- almost 30% of the "quartier" is
Chinese and overall very "mixité" (like a melting pot). Pascal
interjected that in his own building on rue Charlot, there are Germans, English,
Americans, French, old and young, gay and straight, in newly redecorated apartments
and 1948 rent-control apartments -- very "mixité" indeed ! |
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