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Il quartiere ebraicoIl quartiere ebraico

A Parigi c’è sempre stata una consistente popolazione ebraica, fin da quando la regione fu conquistata dai Romani nel primo secolo A.C. Le prime piccole comunità ebraiche si stabilirono in quello che ora è il quinto arrondissement, nell’area che si trova a sud della Senna, nelle vicinanze della splendida chiesa di St. Julien le Pauvre. Ci sono fondati motivi per ritenere che già all’epoca esistesse in loco una sinagoga.

Agli inizi del primo millennio, un’altra comunità si stanziò lungo la rue de la Harpe, tra la rue de la Huchette e la rue Saint Severin, e in seguito lungo una strada chiamata “rue de la Vielle Juiverie” (via dell’antica Giuderia), che si trova a meta’ strada, tra l’attuale rue Saint Severin e la rue Monsieur le Prince. All’angolo con il Blvd St. Michel e la rue Monsieur le Prince, si trovava un cimitero ebraico e una sinagoga. Un altro cimitero ebraico si trovava lungo la minuscola rue Pierre-Sarazin, appena all’esterno del Blvd. St. Michel.

Nel XII secolo, Benjamin di Tudela, famoso viaggiatore Spagnolo dell’epoca, definì la capitale francese “Ha-ir Hagedolah” (In Giudaico “La grande città”). All’epoca la comunità ebraica si era trasferita sull’isola della Citè, in un’area chiamata “Via dei Giudei”, e il posto occupato ora dal mercato dei fiori, ospitava allora la sinagoga.

Una comunità consistente si trovava, inoltre, nell’area delineata oggi dalla rue de Moussy, la rue du Renard, la rue Saint Merry e la rue de la Tacherie. In quei giorni, i ponti di Parigi erano simili a delle strade ed erano ricoperti d’immobili. Agli inizi del tredicesimo secolo la comunità ebraica si era trasferita nel Marais (III e IV arrondissement) dove si trovavano al momento dell’espulsione dalla Francia, avvenuta nel 1306.

Durante il periodo delle espulsioni, il Rabbinato di Parigi era tra i più considerati nel mondo ebraico. La città ospitava numerose scuole ed accademie conosciute in tutto il mondo, come ad esempio la  Rabbi Shlomo ben Meir, la Rabbi Jacob ben Meir Tam e la Mattathias Gaon.

Quando gli Ebrei cominciarono a tornare a Parigi, seguendo i movimenti di emancipazione degli inizi del diciottesimo secolo, si stabilirono ancora una volta nel quartiere del Marais.

Parigi è stata, nel corso della sua storia, un’oasi di gioia per la prosperità e il benessere degli Ebrei, ma allo stesso tempo anche una valle di lacrime. Per secoli, infatti, gli Ebrei sono stati semplicemente tollerati e continuamente sottoposti a espulsioni, ed è solo con la Rivoluzione francese e con l’avvento di Napoleone Bonaparte che fu loro attribuito un certo grado di libertà civile e religiosa.

Oggi si trovano comunità ebraiche un po’ ovunque, ma i principali centri si trovano nel IV, IX, XI, XIII, XIX e XX arrondissement. Camminando lungo le strade di Parigi, è possibile scoprire straordinarie vestigia di storia Giudaica un po’ dappertutto.

Giro a piedi nel ghetto del Marais

Il più famoso quartiere ebraico della citta’ si trova nel Marais e si chiama Pletzl – termine Yiddish che designa un piccolo luogo. Anche se oggi, numerosi processi di rinnovamento urbano hanno reso il Marais uno dei quartieri più alla moda e ricercati di Parigi, è ancora possibile ravvisare una fortissima e consolidata componente Ebraica.

Lungo la splendida rue des Rosiers, tra la rue Malher e la rue des Hospitalières-St.-Gervais, così come in tutte le stradine adiacenti, si trovano numerosi ristoranti di antica tradizione Ebraica, panetterie, librerie, macellerie, sinagoghe e “shtiebels” (piccole stanze, dove ci si raccoglie in preghiera).

Il piazzale che si trova di fronte la basilica di Notre Dame de Paris, chiamato “Parvis”, è il luogo da dove si misurano tutte le distanze della Francia.

NOTRE DAME

Notre Dame de Paris è uno dei luoghi di attrazione più visitati della capitale francese e, certamente, uno tra i più belli. La sua imponente facciata in pietra grezza e il suo aspetto turrito e hanno ispirato generazioni di artisti, fotografi e pittori di tutto il mondo. Potrà stupirvi sapere che questo tempio della chiesa Cattolica Romana in Francia, contiene anche elementi d’interesse per la cultura Ebraica.

Di fronte la cattedrale si possono vedere due figure femminili, su entrambi i lati del portale d’ingresso: Sono conosciute come “Ecclesia” (sulla sinistra) e “Synagoga” (sulla destra). Ecclesia, una bella donna incoronata, rappresenta la Chiesa Cattolica Romana, mentre Synagoga, una donna con la tavola spezzata dei dieci comandamenti ai suoi piedi e un serpente tra gli occhi, rappresenta invece la religione Ebraica. Si tratta di elementi figurativi comuni e tipici nella tradizione architettonica chiesastica europea, e riflettono il secolare conflitto esistente tra le due religioni.

Memoriale ai Deportati

Dietro la basilica di Notre Dame, attraversata la rue de l’Archeveché, si trova il piazzale dell'Ile de France. Un piccolo cancello sulla destra immette al memoriale per i deportati ignoti della seconda guerra mondiale. All’interno si trovano i nomi dei campi di concentramento tedeschi, dove oltre 300 mila uomini, donne e bambini, tra Cristiani ed Ebrei, sono stati assassinati. Lasciando il luogo, una scritta in francese sulla porta ammonisce a “Perdonare, ma non dimenticare!”

Attraversando il Pont St. Louis (un ponte pedonale), ci si trova sull’Ile Saint Louis, uno tra i posti più incantevoli di Parigi. L’isola rappresenta il punto ideale per iniziare una splendida passeggiata all’insegna della più tipica delle atmosfere della Ville Lumiere!

Lasciata l’Ile St Louis, e raggiunto l’altro lato del fiume,  proseguendo lungo la rue du Pont Louis Philippe, si arriva sulla rue Geoffrey l’Asnier, dove al civico 17 si trova il Memoriale del martire Ebreo ignoto (Tel: 01-42-77-44-72). Si tratta di uno dei luoghi ebraici con la più alta valenza simbolica della capitale francese: Il luogo rappresenta un posto di raccoglimento in onore delle sei milioni di vittime del Nazismo e, attraverso gli anni, ha raccolto testimonianze fotografiche e reperti storici per documentare le atrocità e le barbarie dei campi di concentramento tedeschi. L’edificio ospita, inoltre, un archivio con un importante valore documentale ed una biblioteca.

Uscendo dal memoriale, girando a sinistra e poi di nuovo a destra sulla rue Francois Miron, attraversando la  rue de Rivoli e girando a destra sulla rue Pavée si accede nel Marais.

Il Pletzl

In questo quartiere troverete numerosi negozi e ristoranti di tradizione Giudaica. Gli Ebrei si sono installati qui agli inizi del tredicesimo secolo; conosciuto come la “Giuderia” nel medioevo, il quartiere era un’area vivace e commerciale, piena di sinagoghe, cimiteri e laboratori di produzione alimentare. Di quell’epoca rimangono, come testimonianza, i nomi di alcune strade, ricchi di storia oltre che di fascino.

Fino alla fine del XVII secolo, l’area era piena di splendidi edifici nobiliari, ed era considerata il centro residenziale per eccellenza del ceto alto francese; ma nel 1860, la corte si spostò dal Louvre alla citta’ di Versailles e i ricchi e potenti traslocarono anch’essi, per stare più vicini al centro del potere. Come spesso accade per tante aree di molte metropoli, l’esodo delle classi agiate si accompagnò a un inevitabile declino del quartiere, non più ambita e prestigiosa area in cui abitare.

Con la Rivoluzione industriale del XIX secolo, le magioni del Marais vennero convertite in piccoli appartamenti o in laboratori manifatturieri ed in atelier. Non ci volle molto per accentuare il successivo declino delle già precarie condizioni di vita degli abitanti del quartiere. Il Marais alla moda e sofisticato di un tempo, era diventato un fetido sobborgo, malsano e privo di luce. La maggior parte degli abitanti erano Ebrei, i discendenti di quelli che erano stati cacciati dalla Francia nel dodicesimo secolo da Phillipe-Auguste.

Ma ora guardatevi intorno: la storia architettonica di una città è fatta di corsi e ricorsi. Il Marais è oggi, di nuovo, uno dei quartieri in assoluto più eleganti e alla moda in cui vivere a Parigi, e il valore del mercato immobiliare è alle stelle, anche a causa del fatto che numerosi artisti, celebrità della moda e dello spettacolo internazionali, hanno eletto l’area come loro domicilio parigino.

Il nuovo sindaco di Parigi, Bertrand Delanoe (eletto nel 2001) sta provando a migliorare ancora di più la vivibilita’ del quartiere, anche attraverso una serie di politiche cittadine volte a diminuire il grave problema del traffico e a rendere pedonali alcune aree di notevole interesse storico-artistico. Chiaramente il dibattito sulle misure da prendere è in corso, ed è oggetto di appoggi entusiasti così come di infuocate polemiche.

Mentre camminate, prendete il tempo di gettare un’occhiata alle numerose placche commemorative in onore dei deportati che non fecero ritorno dai loro cari.

Girate a sinistra sulla rue Pavée. Al numero 10 si trova la sinagoga ortodossa di Agudath Hakehilot, progettata da Hector Guimard, l’architetto e decoratore della scuola Art Nouveau e passato alla storia, per le pittoresche entrate delle stazioni della metropolitana di Parigi. La moglie di Guimard era Ebrea e, con l’avvento del Nazismo, la coppia si trasferì negli Stati Uniti. La sinagoga, costruita nel 1914, fu bombardata proprio il giorno dello yom kippur dai Nazisti e, in seguito, ristrutturata per diventare oggi una sorta di monumento alla memoria, oltre che un punto di ritrovo essenziale per la comunità Ebraica del Marais.

Continuando lungo la rue Pavée, girate a sinistra sulla splendida rue des Rosiers. Lungo la strada, oggi lastricata e resa pedonale, troverete alcuni tra i più caratteristici negozi Ebraici e monumenti alla tradizione gastronomica kosher Ebraica, oltre che piccole sinagoghe, librerie specializzate e luoghi di raccolta e di preghiera. Ci sono anche numerose boutique alla moda, segno tangibile del processo di rinnovamento urbano che sta attraversando questo quartiere. 

Sulla vostra sinistra, appena lasciata la rue des Rosiers, si trova la rue Ferdinand Duval, fino al 1900 conosciuta sotto il nome di rue des Juifs. Il retro del cortile del civico 20 (il portone potrebbe essere chiuso) ospita un meraviglioso hôtel particulier del sedicesimo secolo, conosciuto come l’hotel des Juifs. Al momento, l’edificio è posseduto da un’artista e costituisce una testimonianza importante dell’architettura parigina del sedicesimo secolo.

Tornate indietro sulla rue des Rosiers, girate a sinistra e continuate lungo la rue des Ecouffes (strada dei cervi volanti-uccello predatore e arcaico termine derisorio per contrassegnare il monte di Pieta’), e troverete numerose sinagoghe ortodosse.

Tornate ancora una volta sulla rue des Rosiers, girate a sinistra, arrivate fino alla rue des Hospitalières-St.-Gervais, e a questo punto girate a destra. Al civico 6 si trova una scuola per ragazzi Ebraici. La placca sul muro ricorda gli studenti e gli insegnanti che furono deportati nel campo di concentramento di Drancy, nei pressi di Parigi, e in seguito trasferiti ad Auschwitz, da dove non fecero mai ritorno. Nonostante gli sforzi del preside per salvare quanti più ragazzi possibile, i nazisti riuscirono comunque a deportarne circa 150. 

La tappa finale della nostra passeggiata è costituita dal Museo di arte e storia Ebraica. (71, rue de Temple), Metro: Hotel de Ville. Musée de l'Art et d'Histoire du Judaism, www.mahj.org). Inaugurato in pompa magna nel dicembre del 1998, il museo è dedicato alla celebrazione della vita ebraica, attraverso l’esposizione di collezioni permanenti di pittura e di oggetti rituali della tradizione Giudaica.

Dal numero 6, rue des Hospitalières-St.-Gervais, camminate fino alla fine della strada, nel punto in cui la via si congiunge con la splendida rue des Francs Bourgeois e girate a sinistra. Continuate fino a quando la strada cambia di nome, diventando rue Rambuteau, all’angolo con la rue des Archives. Girate a destra sulla rue de Temple. (Attenzione: non fate confusione tra la rue de Temple e la rue Vielle du Temple, che si trova nelle immediate vicinanze). Il Museo di arte e storia Ebraica si trova sul lato sinistro della strada, ed è ospitato all’interno del magnifico Hotel Saint Aignan.

LE MAHJ : Le Musée d'Art et d'Histoire du Judaïsme

Musée d’Art et d’Histoire du Judaïsme - Hôtel de Saint-Aignan 71-75 Rue du Temple, Paris, France 01 53 01 86 53 Rambuteau https://www.mahj.org/fr https://fr-fr.facebook.com/mahjparis/

Vers 1580, Henri de Mesmes, Seigneur de Roissy s’était porté acquéreur de plusieurs maisons à l’emplacement desquelles il avait fait bâtir l’hôtel de Roissy. Le premier de ses petits-fils, Henri, reçu l’hôtel de Montmorency en héritage (au numéro 62, aujourd’hui disparu). Le second, Claude de Mesmes, comte d’Avaux, fut diplomate pour le compte du Cardinal de Richelieu. Il devint ensuite surintendant des Finances de Mazarin avant d’être envoyé comme plénipotentiaire de France pour la conclusion des traités de Westphalie (1648). 

Claude confia à Pierre le Muet, architecte du roi, connu pour sa Manière de bâtir pour toutes sortes de personnes (1623), qui fit ériger un somptueux hôtel entre cour et jardin. La demeure fut bâtie entre 1644 et 1647 sur une parcelle pour le moins irrégulière. Le corps de logis en retrait fait place à une grande cour. Une aile en retour à droite fait face à un mur renard qui masque un pan de l’ancienne enceinte de Philipe Auguste (muraille de Paris). Le portail laisse apparaitre quatre têtes d’hommes ailées, appelées têtes d’Indiens. Les quatre façades sont chacune surmontées d’un écusson aux armes d’Avaux (Claude de Mesmes).

L’hôtel est acheté en 1688 par Paul de Beauvilliers, duc de Saint-Aignan, ministre d’Etat et gendre de Colbert. Il fait aménager la galerie en appartements et confie l’entretien des jardins à André Le Nôtre, rendu célèbre pour l’aménagement du parc et des jardins du château de Versailles. En 1792, suite à la Révolution, l’hôtel est saisit et mis sous séquestre. L’endroit abrite le siège de la 7e municipalité en 1795 puis la mairie du 7e arrondissement de 1806 à 1823 avant d’être dénaturé au cours du XIXe siècle par des activités commerciales. La distribution intérieure, notamment, fut modifiée par l’ajout d’étages supplémentaires et des artisans juifs immigrés d’Europe de l’Est d’y prendre leurs quartiers. Les grandes rafles de 1942 seront responsables de l’arrestation, de la déportation et de l’assassinat de treize habitants juifs de l’hôtel.

Acquis en 1962 par la Ville de Paris, l’hôtel fut classé l’année suivante. Deux campagnes successives de travaux de restauration eurent pour objectif de rendre au bâti son aspect d’antan.  En 1998, à l’initiative de Jacques Chirac, l’hôtel est désigné pour héberger le musée d’Art et d’Histoire du judaïsme. Celui-ci retrace l’histoire des communautés juives, particulièrement en France, en Europe et en Afrique du Nord.

Rating Musée d’Art et d’Histoire du Judaïsme - Hôtel de Saint-Aignan / No rating
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